Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro dell’economia e delle finanze Roberto Gualtieri, ha approvato un decreto-legge per introdurre ulteriori misure volte a fronteggiare le conseguenze dell’impatto del coronavirus sull’economia. Il testo del Decreto Ristori Bis prevede lo stanziamento di risorse destinate al ristoro delle attività economiche interessate, in modo diretto o indiretto, dalle restrizioni volte a contrastare la diffusione del virus. In particolare sono previsti aiuti a fondo perduto per commercianti, artigiani, partite Iva e professionisti, ma anche contributi specifici per le famiglie, come il bonus baby sitter.

Contributi a fondo perduto per le attività commerciali nelle zone rosse

In base a quanto si evince dal testo del Decreto Ristori bis, arrivato venerdì nella riunione pre-Consiglio dei ministri, i contributi a fondo perduto saranno più alti per un maggior numero di categorie nelle Regioni incluse nella zone rosse e arancioni. Bar e pasticcerie, ad esempio, vedranno l’indennizzo del primo decreto Ristori aumentato dal 150% al 200% di quanto preso con il decreto Rilancio. Una misura rivolta anche ai ristoranti, prima indennizzati al 100%, e ai negozi, esclusi dal precedente provvedimento, anch’essi chiusi se si trovano in fascia rossa.

I nuovi contributi a fondo perduto previsti con il Decreto Ristori bis sono rivolti alle attività costrette alla chiusura in quanto dichiarate zona rossa con l’ultimo Dpcm, ovvero Valle d’Aosta, Lombardia, Piemonte e Calabria. Previsto, inoltre, un fondo per fronteggiare eventuali ingressi di altre Regioni nella zona rossa e anche ristori per i centri commerciali che devono restare chiusi nel weekend.

Bonus baby sitter, congedi straordinari e tasse rinviate

L’importo minimo di questi contributi dovrebbe essere di 2 mila euro per le persone fisiche e di 4 mila euro per le piccole imprese. Non è previsto un tetto di fatturato per avere diritto al bonus ed è stata ampliata la platea dei beneficiari, come ad esempio fotografi, bus turistici e pizzerie. Dovrebbero essere inclusi anche estetisti, agenzie matrimoniali, lavanderie industriali, zoo, comparto cerimonie, ambulanti.

I nuovi ristori saranno gestiti dall’Agenzia delle entrate che provvederà ad inviare i bonifici in automatico alle imprese già registrate, in quanto già beneficiarie dei primi indennizzi. In questo caso il pagamento dovrebbe arrivare entro 15 giorni. Le aziende che invece chiederanno per la prima volta questi contributi dovranno aspettare un po’ di più, con lo Stato che si è prefisso l’obiettivo di far arrivare i soldi ai soggetti interessati entro la fine dell’anno.

Oltre a questi contributi a fondo perduto, sono previsti anche degli aiuti fiscali e contributivi, come ad esempio , la cancellazione della seconda rata dell’Imu nelle zone rosse, dove è previsto anche un credito d’imposta del 60% per tre mesi sugli affitti, la sospensione delle ritenute e dei pagamenti Iva, il rinvio del secondo acconto Ires e Irap per i contribuenti Isa e la sospensione dei contributi Inps sui dipendenti. Verranno inoltre finanziati i congedi parentali al 50% per i lavoratori con i figli costretti a svolgere la didattica a distanza. Per finire, ricordiamo, torna il bonus baby sitter, che nelle zone rosse può arrivare anche fino a mille euro.