La cessione del quinto dello stipendio (CQS) è regolata dalla legge n.180 del 5 gennaio 1950. L’art. 5 della legge prevede che gli impiegati e i salariati dipendenti dello Stato, Regioni, Province, Comuni ed altri enti, aziende ed imprese sottoposti a tutela o a sola vigilanza dell’amministrazione pubblica o concessionari di un servizio pubblico di comunicazioni o di trasporto, possano contrarre prestiti da estinguersi con la cessione di quote dello stipendio o del salario  fino ad un quinto  del loro ammontare e con un rimborso per un periodo non superiore a dieci anni.

La CQS è, in definitiva, una forma di finanziamento riservata ai lavoratori dipendenti (solo statali fino alla finanziaria 2005, che ne ha poi esteso l’applicabilità anche ai dipendenti privati ed ai pensionati) che non necessita di una specifica motivazione.

É rimborsabile in rate mensili e di importo fisso per tutta la durata del finanziamento. Dette rate non devono superare il 20% (1/5) della retribuzione o pensione mensile netta.

Prestito garantito

Per la cessione del quinto si parla di prestito garantito in quanto il richiedente, a garanzia della restituzione del finanziamento, vincola il proprio Trattamento di Fine Rapporto (TFR) o liquidazione che dir si voglia. Nel caso l’operazione riguardi un pensionato, a garanzia del buon esito del rimborso viene sottoscritta una adeguata polizza assicurativa, la quale è obbligatoria anche nel caso di finanziamento di dipendente.

Delega di Pagamento

Se si ha necessità di una somma superiore a quella ottenibile con la Cessione del Quinto allora si può cedere il cosiddetto “doppio quinto” che più precisamente è definita “Delega di Pagamento”. La Delega consente un’ulteriore trattenuta del 20% dello stipendio netto mensile in modo che le due rate sommate arrivino al massimo ad un 40%.

In specifici casi (quando oltre alla cessione è presente per esempio un pignoramento di terzi) è possibile che il totale della rata trattenuta arrivi al 50%.

É importante precisare che il datore di lavoro è obbligato ad aderire alla richiesta di CQS ma ha ampia discrezionalità di concessione della Delega che non è prevista per i pensionati.

Per una più facile comprensione un esempio può essere di aiuto:

Poniamo il caso che un dipendente di un Ente abbia uno stipendio netto mensile di 1.500 euro e la necessità di avere un finanziamento di 35.000 euro.

Il 20% della retribuzione netta è pari a 300 euro di rata mensile, a sua volta pari ad un finanziamento con CQS in 10 anni di 24.000 euro. Ora, per ottenere gli altri 11.000 euro occorrenti, si può affiancare, con l’assenso dell’Amministrazione dell’Ente, una delega di pagamento con una ulteriore rata mensile di euro 145. Si avrà così quanto necessario con una rata totale di 445 euro.

Come si sviluppa un preventivo di Cessione del Quinto

  • si stabilisce l’importo della singola rata, uguale o inferiore al quinto dello stipendio o della pensione;
  • si determina la durata massima del finanziamento, in base alla tipologia di dipendente (statale, pubblico o privato) e all’anzianità anagrafica e lavorativa;
  • si determina l’importo massimo finanziabile (moltiplicando la rata per la durata massima di cessione);
  • per i dipendenti privati si verifica che il rapporto tra importo del finanziamento e TFR cumulato sia inferiore ad un parametro numerico definito dal singolo istituto finanziario/assicurativo (rapporto TFR);
  • dall’importo ottenuto (Montante lordo) si decurtano gli interessi, le spese di istruttoria, le spese assicurativa e le eventuali commissioni bancarie e di intermediazione;
  • si ottiene l’importo erogabile.

La cessione: finanziamento senza merito creditizio

Il prestito tramite CQS/CQP è l’unica soluzione per chi ha difficoltà ad accedere ai canali ordinari di credito. Vi può ricorrere anche chi ha subito protesti o pignoramenti in busta paga o sulla pensione, a chi è catalogato come cattivo pagatore e a chi è molto indebitato.

Situazioni che risultano ostative per l’ottenimento di un “normale” prestito personale. La rata viene pagata direttamente dal datore di lavoro o dall’ente che eroga la prestazione pensionistica, liberando l’istituto finanziatore da qualsiasi obbligo di reperire informazioni sull’affidabilità finanziaria del richiedente.

Fra l’altro, il cessionario è tutelato dal TFR maturato (che avrà diritto di trattenere) e per l’eventuale debito eccedente, dalle polizze assicurative obbligatorie sottoscritte (che come detto coprono decesso, infortunio o licenziamento per giusta causa).

Rinnovo della cessione

Il mondo delle cessioni del quinto e delle deleghe di pagamento è stato nel passato gestito da intermediari che sfruttavano le difficoltà di accesso al credito dei richiedenti per imporre condizioni estremamente onerose oltre a consigliare continue operazioni di rinnovo.

La Banca d’Italia è intervenuta con una regolamentazione sia delle condizioni massime applicabili che dei tempi di rinnovo delle operazioni. Ha infatti stabilito che una cessione del quinto è rinnovabile solo quando sia trascorso il 40% del piano di ammortamento. Per quelle di durata quinquennale o infraquinquennale (durata 24,36,48,60 mesi) è consentito il rinnovo anche prima che sia trascorso il 40% del piano di ammortamento, purchè il rinnovo avvenga con una cessione di durata decennale contratta per la prima volta.

Se poi il richiedente estingue anticipatamente e autonomamente una cessione del quinto, potrà contrarre una nuova operazione trascorso almeno un anno dall’estinzione anticipata.