Il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto Legge ristori. Sono 32 gli articoli che compongono tale decreto che prevede interventi economici a sostegno delle attività che sono state chiuse totalmente o parzialmente con l’ultimo Dpcm, quali bar, ristoranti, palestre e discoteche.

Contributi a fondo perduto

Tra le misure previste si annoverano sostegni economici a palestre, discoteche e a tutte le attività commerciali colpite da chiusure o da limitazioni con l’ultimo Dpcm firmato dal premier Conte. In particolare sono previsti contributi a fondo perduto, che andranno “a tutti gli operatori dei settori economici interessati dalle misure restrittive”, senza limiti di fatturato e con un tetto massimo di 150mila euro. Nel testo si precisa che chi non ha chiesto il contributo a fondo perduto con il decreto Rilancio dovrà fare apposita domanda. Esclusi dal ristoro “i soggetti che hanno attivato la partita Iva a partire dal 25 ottobre” o che hanno cessato l’attività prima di questa data.

Le quote saranno “differenziate per settore economico individuato in base ai codici Ateco. Per chi ha già ricevuto il contributo in estate, inoltre, il ristoro sarà “corrisposto dall’Agenzia delle entrate mediante accreditamento diretto sul conto corrente bancario o postale sul quale è stato erogato il precedente contributo”. Il Governo Conte, quindi, ha deciso di suddividere in categorie le attività colpite dalle ultime misure restrittive, individuando un’aliquota di ristoro ben definita, che va dal 100% fino ad arrivare al 400%. In particolare, in base a quanto si evince dalla bozza di testo del decreto, i ristori del 400% spetterebbero, ad esempio, a discoteche, sale da ballo, night-club e simili.

Decreto Legge ristori, aiuti ai settori maggiormente colpiti

Con il Decreto Legge ristori vengono introdotte altre sei settimane di cassa integrazione, con una spesa per lo Stato di 1,6 miliardi di euro. Le sei settimane andranno utilizzate nel periodo che va dalla metà di novembre fino alla fine di gennaio. In alternativa si può optare per ulteriori 4 settimane di esonero contributivo. Prorogato il blocco dei licenziamenti fino al 31 gennaio e per le aziende interessate dal Dpcm del 24 ottobre è prevista la sospensione dei versamenti contributivi relativi ai lavoratori per il mese di novembre. Prevista anche un’indennità da 1.000 euro per i lavoratori stagionali del turismo, inclusi quelli con contratto di somministrazione o a tempo determinato, nonché gli stagionali degli altri settori, i lavoratori dello spettacolo, gli intermittenti, i venditori porta a porta e i prestatori d’opera. Previsti 800 euro, invece, per i lavoratori dello sport.

Tra le altre novità, viene cancellata la seconda rata dell’Imu per tutte le attività prese in considerazione dall’ultimo Dpcm, ovvero bar, ristoranti, palestre e così via. Se il gestore paga un affitto per il locale, viene esteso anche a ottobre, novembre e dicembre il meccanismo del credito d’imposta. Una misura già esistente, che viene allargata alle imprese con ricavi superiori ai 5 milioni di euro, a patto che abbiano subito una calo del fatturato di almeno il 50%. Fino alla fine dell’anno vengono sospesi i pignoramenti che riguardano l’abitazione principale del debitore. Slitta dal 2 al 30 novembre il termine per presentare il modello 770 da parte dei sostituti di imposta, come ad esempio le aziende che certificano le trattenute a carico dei dipendenti.

Ci sono anche i tassisti e i titolari di noleggio con conducente tra le categorie destinatarie dei ristori stanziati dal governo. “Potranno così usufruire di un indennizzo pari al 100 % di quanto hanno ottenuto con il dl Rilancio dell’aprile scorso. Le risorse saranno erogate direttamente sui conti correnti“, ha affermato in tal senso la ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli. Nel decreto ristori, inoltre, sono previste due nuove mensilità di Reddito di emergenza.