La diffusione del coronavirus ha avuto degli impatti non solo dal punto di vista sociale, ma anche economico. Ne è un chiaro esempio la grave flessione del traffico aereo su scala globale, che sta mettendo a rischio circa 46 milioni di posti di lavoro.

L’impatto del coronavirus sul settore aereo

In seguito all’emergenza coronavirus si è registrato un crollo del trasporto aereo su scala globale che sta mettendo a rischio 46 milioni di posti di lavoro. Come evidenziato dai nuovi dati pubblicati dall’Air Transport Action Group (Atag), organizzazione di esperti del settore con base a Ginevra, in circostanze normali l’aviazione e il turismo ad essa legato sono in grado di sostenere circa 88 milioni di posti di lavoro in tutto il mondo.

Oltre 11 milioni, inoltre, sono strettamente legati al settore dell’aviazione, come ad esempio compagnie aeree, aeroporti, produttori aerospaziali civili e gestione del traffico aereo. Le varie restrizioni e limitazioni dovute all’emergenza sanitaria hanno messo in ginocchio le compagnie aeree di tutto il mondo e in molti prevedono che i viaggi aerei torneranno ai livelli pre-Covid non prima del 2024.

La nota dell’ATAG

Come affermato dal direttore esecutivo dell’Air Transport Action Group, Michael Gill, così come riportato dall’Ansa: “Con l’aspettativa di vedere meno della metà del traffico passeggeri quest’anno rispetto a quanto abbiamo effettuato nel 2019 sappiamo che molti lavori nel trasporto aereo e nella più ampia che fa affidamento sull’aviazione è a rischio. Alcune aziende stanno già prendendo decisioni difficili, con molti colleghi colpiti dalla recessione“.

Le ultime stime

L’Air Transport Action Group ha evidenziato attraverso il suo ultimo report come il settore aereo vede a rischio 46 milioni di posti di lavoro in seguito all’impatto dell’emergenza Covid-19. Tale report, che si basa su un’analisi di Oxford Economics, prevede che solo le potenziali perdite di posti di lavoro presso compagnie aeree, aeroporti e compagnie aerospaziali civili possa essere pari a 4,8 milioni di unità entro l’inizio del prossimo anno, ovvero una riduzione del 43% dell’occupazione.

A questi si aggiungono altri 26 milioni inerenti il turismo legato ai viaggi aerei, circa 15 milioni a rischio nelle aziende che vendono beni e servizi appartenenti alla catena di fornitura del trasporto aereo. L’attività economica sostenuta dal settore aereo, quindi, potrebbe ridursi del 52%, comportando una perdita di PIL globale per 1.800 miliardi di dollari. Ma non solo, le ultime analisi sembrano confermare come l’impatto dell’emergenza coronavirus finirà per avere implicazioni di vasta portata su questo settore per molti anni.

Proprio per questo motivo le compagnie aeree hanno chiesto ai governi ulteriori sostegni dal punto di visto economico, ma anche la predisposizione e gestione di test rapidi per i passeggeri prima dei voli. Quest’ultimo potrebbe aiutare ad allentare le restrizioni che in quest’ultimo periodo hanno costretto milioni di persone ad annullare o posticipare le proprie partenze.