Attraverso la circolare Inps numero 107, pubblicata il 23 settembre 2020, è stato reso ufficiale l’aumento dell’assegno di invalidità. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo assieme a chi spetta e i limiti di reddito previsti.

A chi spetta l’aumento dell’assegno di invalidità

La circolare Inps numero 107 rende operativo l’aumento dell’assegno di invalidità che viene riconosciuto a tutti i titolari di pensione di inabilità e ai titolari delle pensioni di inabilità di tipo previdenziale in possesso dei requisiti previsti dalla legge, a partire dai 18 anni di età. Entrando nei dettagli, tale provvedimento è rivolto agli invalidi civile ai quali è stata riconosciuta da una Commissione sanitaria l’inabilità totale e permanente al lavoro, nonché agli inabili, ai sordomuti e ai ciechi civili assoluti.

Un provvedimento importante non solo per un aumento dal punto di vista economico, ma anche per il riconoscimento di tale diritto ai partire dai 18 anni di età. Fino alla sentenza numero 52 della Corte Costituzionale del 23 giugno, invece, il requisito minimo dal punto di vista anagrafico era quello di avere 60 anni. Con il Decreto Agosto, invece, si è deciso di riconoscere l’incremento a tutti i soggetti avente diritto con età superiore ai 18 anni.

A quanto ammonta l’aumento

Grazi a questo nuovo provvedimento l’assegno della pensione di invalidità civile passa da 286,81 euro a 651,51 euro mensili, per tredici mensilità. Un discorso a parte deve essere fatto per i titolari di pensioni di inabilità di tipo previdenziale ai sensi della legge numero 222 del 12 giugno 1984. Tale trattamento, infatti, viene riconosciuto ai soggetti con un’invalidità al 100% e che hanno versato almeno 5 anni di contributi.

Tre di questi anni devono essere stati maturati nei 5 anni precedenti la data di inoltro della stessa domanda di pensione di inabilità. In questo caso, così come sottolinea la circolare Inps, è previsto un incremento dell’assegno di invalidità fino a 516,46 Euro mensili per tredici mensilità, a patto che non si superino i limiti di reddito personale e eventualmente cumulato con quello del coniuge.

I limiti di reddito

Attraverso la circolare numero 107, inoltre, l’Inps ha definito i limiti di reddito da rispettare. Ebbene, in presenza di un soggetto non coniugato, quest’ultimo deve possedere redditi propri che non superino 8.469,63 Euro. In caso di beneficiario coniugato, invece, per ottenere l’aumento deve avere redditi propri di importo non superiore a 8.469,63 Euro e redditi cumulati con quelli del coniuge di importo annuo non superiore a 14.447,42 Euro. Se entrambi i coniugi hanno diritto all’aumento dell’assegno, quest’ultimo concorre al calcolo reddituale.

Nel caso in cui l’incremento a uno dei due coniugi porta a raggiungere il limite di reddito cumulato, allora l’altro coniuge non ne ha diritto. In caso contrario, ovvero il limite reddituale non viene raggiunto, allora l’aumento da corrispondere a un coniuge viene dato tenendo conto del reddito cumulato comprensivo dell’aumento già riconosciuto all’altro. Per quanto riguarda i limiti reddituali per l’aumento della pensione di inabilità di tipo previdenziale, il beneficiario non coniugato non deve possedere redditi propri su base annua pari o superiori a 6.713,98 Euro. Se coniugato, invece, non deve possedere né redditi propri né cumulati con quello del coniuge per un importo annuo pari o superiore a 6.713,98 euro.

Per finire ricordiamo che l’assegno mensile di invalidità civile verrà riconosciuto automaticamente dall’Inps ai soggetti invalidi civili totali, ciechi assoluti e sordi, a patto che vengano rispettati i requisiti reddituali e l’età superiore ai 18 anni. In presenza di titolari di pensione di inabilità di tipo previdenziale, invece, bisogna presentare la domanda direttamente all’INPS attraverso il sito web istituzionale, oppure grazie alll’intermediazione dei patronati e dei centri CAF.