La Centrale dei Rischi (CR)

Dopo aver approfondito Il sistema di segnalazione creditizia (SIC) gestito da privati,  qui di seguito passeremo ad analizzare la Centrale dei Rischi (CR), sistema di raccolta informazioni fornite da Banche e società finanziarie sui crediti concessi ai loro clienti ( siano essi soggetti privati, società o garanti)  gestito dalla Banca d’Italia.

Soglia, cessazione e rettifiche delle segnalazioni

La prima importante differenza fra SIC e CR è nella soglia di segnalazione. Gli Istituti che hanno erogato credito inviano alla Banca d’Italia l’evidenza della posizione debitoria del singolo cliente, se alla data di riferimento (fine mese), essa è pari o superiore a 30.000,00 euro.

Vengono altresì segnalate le posizioni che vengono definite “in sofferenza”, e i “passaggi a perdita” di crediti ritenuti inesigibili pari o superiori a 250,00 euro.

È importante sottolineare che le segnalazioni cessano nel momento in cui la posizione complessiva del cliente è scesa al di sotto della soglia o viene rimborsato il debito. Ciò, in ogni caso, non comporta in nessun modo la cancellazione delle segnalazioni relative alle date precedenti.

Tempo di permanenza delle segnalazioni

Le segnalazioni non vengono cancellate ma gli intermediari possono consultare le informazioni della CR al massimo per gli ultimi 36 mesi disponibili. Per esempio, se una banca o una società finanziaria chiede il 9 agosto 2020 i dati di un cliente al quale vuole concedere un credito, avrà i dati che vanno dal 31 luglio 2017 al 20 giugno 2020. I nominativi titolari della segnalazione possono invece consultare gli ultimi 10 anni.

Di fondamentale importanza è l’obbligo sancito per gli intermediari di informare preventivamente per iscritto il cliente e gli eventuali garanti, della prima segnalazione a “sofferenza”.

Richieste di cancellazione segnalazioni errate

Le richieste di rettifica o cancellazione di informazioni inesatte non vanno inoltrate alla Banca d’Italia (in quanto non in grado di valutarne la veridicità), ma direttamente all’intermediario che le ha segnalate.

Gli intermediari sono responsabili dell’esattezza delle segnalazioni alla CR e sono obbligati a correggere gli eventuali errori e trasmettere le correzioni alla Banca d’Italia che le registra, avendo buona cura di comunicare per via telematica le variazioni a tutti gli intermediari che hanno ricevuto informazioni sui soggetti interessati dalle correzioni.

L’intermediario è tenuto a rispondere alle contestazioni e/o reclami del cliente entro 30 giorni. Se l’intermediario non risponde nei termini o la risposta è insoddisfacente, il cliente può presentare ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF). L’ABF è un sistema alternativo rispetto al ricorso alla giustizia ordinaria sia per snellezza (presentazione online direttamente sul sito) che per economicità (solo 20 euro che in caso di decisione a lui favorevole vengono restituiti all’istante).

Cosa significa essere segnalati in CR

Come già evidenziato nell’analisi delle segnalazioni nel SIC, ci troviamo in buona sostanza di fronte a una banca dati (questa volta gestita da un ente pubblico) contenente una fotografia della situazione debitoria del soggetto richiedente credito. Anche in questo caso l’obiettivo è quello di ricavare la “reputazione” del cliente, determinante per una risposta positiva o meno nella concessione del prestito richiesto.

La Cr non è una “blacklist” essendo uno strumento che, in caso di segnalazioni positive, facilita in maniera esponenziale il buon esito della richiesta di finanziamento.

CAI – Centrale di Allarme Interbancaria

La Banca d’Italia è tenutaria anche di un altro archivio informatico di fondamentale rilevanza, il quale raccoglie i dati relativi ad assegni non pagati, carte di credito non utilizzate regolarmente e sanzioni amministrative non adempiute.

I dati sono raggruppati in sei categorie omogenee per tipologia di segnalazione.

  1. CAPRI (Centrale Allarme Procedura Impagati) vi sono evidenziati i dati relativi ai nominativi segnalati dalle banche a cui è stata revocata l’autorizzazione a emettere assegni in conseguenza di emissione di assegno senza autorizzazione o senza provvista.
  2. PASS (Procedura Assegni Sottratti e Smarriti) vi sono evidenziati i dati relativi agli assegni bancari e postali sottratti, smarriti o non restituiti dal correntista revocato o bloccato per altri motivi.
  3. CARTER (Carte Revocate) vi sono evidenziati i dati relativi ai nominativi segnalati dagli emittenti di carte di credito a cui è stato revocato l’utilizzo della carta a causa del mancato pagamento delle spese connesse con gli acquisti e i prelievi effettuati.
  4. PROCAR (Procedura Carte) vi sono evidenziati gli estremi identificativi delle carte di pagamento revocate nonché di quelle di cui sia stato denunciato il furto o lo smarrimento.
  5. ASA (Assegni Sanzioni Amministrative) vi sono evidenziati i dati relativi ai nominativi segnalati dalle Prefetture per le sanzioni amministrative comminate dagli Uffici territoriali del Governo.
  6. ASP (Assegni Sanzioni Penali) vi sono evidenziati i dati relativi a nominativi segnalati per sanzioni penali.

Contrariamente a quanto detto per la CR, la CAI è una vera e propria “blacklist”. Essere segnalati comporta addirittura l’inibizione all’apertura di un conto corrente.

Inoltre, vale la pensa approfondire la categoria ASA. Non tutti sanno che l’emissione di assegni senza copertura si configura come un reato che fino a qualche anno fa comportava l’avvio di una procedura penale. Ad oggi, viene avviata d’ufficio una denuncia presso il tribunale competente, la quale però si chiude con una semplice sanzione amministrativa. Tutti coloro che non provvedono al pagamento vengono iscritti nella CAI, sezione ASA.

Spesso succede che, trascorsi cinque anni dall’elevazione, il protesto venga cancellato ma, essendo notoriamente i tempi dei tribunali esageratamente lunghi, viene inserito anche successivamente il nominativo nell’ASA, precludendo qualsiasi opportunità di credito o anche di apertura di rapporto bancario. L’iscrizione viene cancellata dopo due anni dall’inserimento.

di Daniele Sasso