I sistemi di informazione creditizia (SIC)

Fino agli anni ’80 la forma di finanziamento principale delle famiglie per l’acquisto di beni erano le cambiali.

Poi le Banche e gli Istituti Finanziari hanno capito l’importanza di un business ad alta redditività e con un notevole frazionamento del rischio. Pertanto, il mercato si è drasticamente orientato verso strumenti finanziari creditizi ad hoc quali prestiti personali, credito al consumo e carte di credito revolving (le cui specificità saranno oggetto di prossimo approfondimento).

Fin da subito gli Istituti eroganti si sono resi conto che per una corretta valutazione del merito creditizio dei richiedenti il finanziamento, era necessario conoscere la situazione debitoria in essere e soprattutto la regolarità nei pagamenti degli impegni assunti. Cosi nel 1988 a Bologna è nata CRIF (Centrale Rischi Finanziari), seguita nel 1990 da CTC (Consorzio per la tutela del Credito).

Attualmente le società che compongono il SIC sono CRIF, CTC, EXPERIAN e ASSILEA.

Ci troviamo, in buona sostanza, di fronte a banche dati contenenti resoconti circa le situazioni debitorie, ovvero che registrano informazioni creditizie segnalate da chi concede credito sia di tipo positivo che negativo.

Dall’analisi di detti dati si ricava la “reputazione” di cui il cliente gode presso Banche e Intermediari Finanziari; questa, risulta determinante per una risposta positiva o meno nella concessione del prestito richiesto.

Normalmente sono le informazioni di tipo negativo (ritardi nel rimborso delle rate, insolvenze o addirittura sofferenze) ad essere ritenute più importanti, in quanto evidenziano una caratterizzazione di “cattivo pagatore”; al contrario, un profilo di “buon pagatore” facilita in maniera esponenziale il buon esito della richiesta di finanziamento.

Anche soggetti titolari di redditi adeguati, in ogni caso, se non censiti nel SIC hanno difficoltà nell’accesso al credito, in quanto non risulta verificabile la loro capacità di far fronte con regolarità agli impegni assunti.

Segnalazioni dati non corretti

Ovviamente può accadere che gli Istituti di Credito segnalino in maniera errata o non in conformità con la normativa vigente i dati relativi alla posizione di un cliente. In questo caso, la richiesta di modifica, l’integrazione o la cancellazione dei dati non conformi è un diritto esercitabile gratuitamente.

La richiesta può essere rivolta alle singole società segnalanti del SIC (CRIF, CTC, EXPERIAN e ASSILEA), oppure alla banca o alla finanziaria con cui il nominativo oggetto della segnalazione ha in essere il rapporto di credito.

In caso venga riconosciuta l’errata segnalazione, rivolgendosi all’Istituto di Credito si otterrà la modifica dei dati.

Se, al contrario, ci si rivolge alle banche dati, le quali sono semplicemente i gestori del sistema di informazioni creditizie, non si avrà un riscontro immediato. Infatti, esse dovranno chiedere anzitutto una verifica e attendere una risposta dall’Istituto di credito.

In caso la banca o la finanziaria non fornisca risposta entro 15 giorni, viene inibita a chiunque consulti il SIC la visibilità dei dati relativi al rapporto di credito oggetto della verifica. Detta visibilità rimane sospesa per tutto il tempo necessario a definire la pratica.

La revoca al trattamento dei dati positivi

Fin quando era operativo il “Codice di deontologia e buona condotta” era possibile per i nominativi oggetto di finanziamento richiedere la revoca dell’autorizzazione alla segnalazione esclusivamente dei dati “positivi”.

Questa prassi aveva negli ultimi tempi consentito al richiedente di un nuovo finanziamento, già fortemente indebitato ma regolare nei pagamenti, di alleggerire la sua posizione debitoria utilizzando detta revoca per eliminare una o più segnalazioni.

Il fenomeno è diventato tanto ricorrente che le banche sono dovute correre ai ripari. Pertanto, il 12/9/2019 è stato approvato dal Garante per la protezione dei dati personali il provvedimento n. 163 “Codice di Condotta per i sistemi informativi gestiti da soggetti privati in tema di crediti al consumo, affidabilità e puntualità nei pagamenti” nel quale viene stabilito che non è più necessario acquisire il consenso dell’interessato per fornire le informazioni creditizie di tipo positivo al SIC e di conseguenza non è più possibile la revoca di quello eventualmente prestato in passato.

È stato, quindi, riconosciuto come il trattamento dei dati personali da parte dei partecipanti al SIC risulti lecito, in quanto necessario per il perseguimento di legittimi interessi (corretta misurazione del merito creditizio, la corretta valutazione dell’affidabilità e della puntualità dei pagamenti dell’interessato, la prevenzione del rischio di frode, ivi inclusa la prevenzione del furto d’identità) dei soggetti eroganti il credito.

La cancellazione dei dati negativi

Spesso accade di imbattersi, soprattutto on-line, in pseudo associazioni di “professionisti” che assicurano la possibilità di cancellazione dal SIC  dei dati negativi. Su questo tema è fondamentale ricordare alcune regole fondamentali:

  • nessuno può garantire la cancellazione dei dati negativi presenti sul SIC in quanto i tempi di conservazione sono stabiliti dalla normativa. Se ti viene offerto un servizio a pagamento meglio diffidare;
  • si può ottenere direttamente da CRIF la cancellazione dei finanziamenti che presentano ritardi di pagamento solo se i dati non sono corretti o aggiornati o se si è vittima di una frode creditizia (furto di identità). Ed in questo caso la cancellazione è un diritto esercitabile gratuitamente;
  • spesso viene fraudolentemente mostrata una cancellazione che in realtà è un semplice oscuramento temporaneo dei dati, a seguito di richiesta di aggiornamento della posizione.

I tempi di conservazione dei dati negativi successivamente alla regolarizzazione:

  • Richiesta di finanziamento in corso di valutazione: 6 mesi, qualora l’istruttoria lo preveda
  • Richieste di finanziamento rinunciate/rifiutate: 90 giorni dall’aggiornamento con l’esito di rinuncia/rifiuto
  • Finanziamenti rimborsati regolarmente: 60 mesi dalla data di estinzione o scadenza del contratto e oltre se presenti anche informazioni di tipo negativo
  • Ritardi di 1 o 2 rate pagate in ritardo: 12 mesi dalla comunicazione di regolarizzazione a condizione che nei 12 mesi i pagamenti siano sempre regolari
  • Ritardi di 3 o più rate pagate in ritardo anche su transazione: 24 mesi dalla comunicazione di regolarizzazione, a condizione che nei 24 mesi i pagamenti siano sempre regolari
  • Finanziamenti non rimborsati: 60 mesi dalla data di estinzione effettiva del rapporto di crfedito, ovvero dal primo aggiornamento effettuato nel mese successivo a tale data.

Chiunque ha diritto di conoscere i propri dati inseriti nel SIC, la richiesta è on-line sui siti delle singole società segnalanti.